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Questione meridionale

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Preghiera per Cernobyl’

Monologo sul perché la gente ricorda.

“E’ lei s’è messa a scrivere su quest’argomento? Proprio  su questo! Io invece non voglio che si sappia di me… Di quel che ho provato laggiù… o meglio: da un lato ci sarebbe anche la voglia di aprirsi, di raccontare tutto fino in fondo, ma dall’altro mi rendo che ciò significherebbe mettersi a nudo e questo non lo vorrei…

Si ricorda di Tolstoj? Pierre Bezuchov è rimasto sconvolto dalla guerra e gli sembra che nulla ormai – in lui stesso o nel mondo- possa più essere come prima. Ma non passa molto tempo, e già lui finische per dirsi: “Continuerò a inverire come sempre contro il mio cocchiere, a essere come sempre scontento”. Perché, allora, la gente ricorda? Per stabilire la verità? La giustizia? Per liberarsi e dimenticare?Perché capisce di avre preso parte a un avvenimento eccezionale ? O perché cerca di proteggersi mediante il passato?E tutto ciò nonostante chei ricordi siano qualcosadi fragile, di effimero, e non siano tanto le nozioni esatte quanto piuttosto delle intuizioni dell’uomo su sé stesso. Non sono ancora delle conoscenze, ma sono dei sentimenti.

Svetlana Alesksievic,  Preghiera per Cernobyl’, edizioni E/O

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Io, Saverio Strati

Io, Saverio Strati sono nato a Sant’Agata del Bianco il 16 agosto 1924.strati-saverio_1
Finite le scuole elementari, avrei voluto continuare gli studi ma era impossibile, perché la famiglia era povera. Mio padre, muratore, non aveva un lavoro fisso e per sopravvivere coltivava la quota presa in affitto. Io mi dovetti piegare a lavorare da contadino a seguire mio padre tutte le volte che aveva lavoro del suo mestiere. Piano piano imparai a lavorare da muratore. A 18 anni lavoravo da mastro muratore e percepivo quanto mio padre ma la passione di leggere e di sapere era forte. Nel 1945, a 21 anni, mi rivolsi a mio zio d’ America, fratello di mia madre, per un aiuto. Mi mandò subito dei soldi e la promessa di un aiuto mensile. Potei così dare a Catanzaro a prepararmi da esterno, prendendo lezioni da bravi professori, alla maturità classica. Fui promosso nel 1949, dopo quattro anni di studio massacrante. Mi iscrissi all’università diMessina alla facoltà di Lettere e Filosofia. Leggere e scrivere era per me vivere. Nel ‘50-‘51 cominciai a scrivere come un impazzito. Ho avuto la fortuna di seguire le lezioni su Verga del grande critico letterario Giacomo De Benedetti. Dopo due anni circa di conoscenza, gli diedi da leggere, con poca speranza di un giudizio positivo, i racconti de “La Marchesina”. Con mia sorpresa e gioia il professore ne fu affascinato. Tanto che egli stesso portò il dattiloscritto ad Alberto Mondadori della cui Casa Editrice curava Il Saggiatore. Il libro “La Marchesina” ebbe il premio opera prima Villa San Giovanni. Alla “Marchesina” seguì il primo romanzo “La Teda”, 1957; alla “Teda” seguì il romanzo “Tibi e Tascia” che ricevette a Losanna il premio internazionale Vaillon, 1960. Ho sposato una ragazza svizzera e ho vissuto in quel paese per sei anni. Da questa esperienza è nato il romanzo “Noi lazzaroni” che affronta il grave tema dell’emigrazione. Il romanzo vinse il Premio Napoli. Nel 1972 tornato in Italia la voglia di scrivere è aumentata. Ho scritto “Il nodo”, ho messo in ordine racconti, apparsi col titolo “Gente in viaggio”con i quali vinsi il premio Sila. Negli anni 1975-76 scrissi “Il Selvaggio di Santa Venere” per il quale vinsi il Supercampiello, nel 1977. A questo libro assai complesso seguirono altri romanzi e altri premi. Il romanzo “I cari parenti” ricevette il premio Città di Enna; “La conca degli aranci” vinse il premio Cirò; “L’uomo in fondo al pozzo” ebbe il premio città di Catanzaro e il premio città di Caserta. Nel 1991 la Mondadori rifiutò, non so perché, di pubblicare “Melina” già in bozza e respinse l’ultimo mio romanzo “Tutta una vita” che è rimasto inedito. Con i premi di cui ho detto e la vendita dei libri avevo risparmiato del denaro che ho usato in questi anni di silenzio e di isolamento. Ora quel denaro è finito e io, insieme a mia moglie mi trovo in una grave situazione economica. Perciò chiedo che mi sia dato un aiuto tramite il Bacchelli, come è stato dato a tanti altri. Sono vecchio e stanco per il tanto lavoro. Sono sotto cura, per via della pressione alta. Esco raramente per via che le gambe a momenti mi danno segni di cedere. Nonostante questi guai porto avanti il mio diario cominciato nel 1956. Ho inediti, fra racconti e diario, per circa 5000 pagine. La mia residenza è a Scandicci.

Saverio Strati

Post scriptum
Devo aggiungere che avendo editore alle spalle e libri da pubblicare e da ristampare, non mi sono preoccupato a organizzarmi per avere una pensione, un’assistenza nella vecchiaia. Non ho, da anni, una collaborazione a giornali o a riviste. Perciò non ho nessun reddito e quindi è da tre anni che non faccio la dichiarazione dei redditi. Faccio inoltre presente che alcuni dei miei romanzi sono tradotti in francese, in inglese, in tedesco, in bulgaro, e in slovacco e in spagnolo (Argentina). Miei racconti sono apparsi in riviste cinesi e in antologie dedicata alla narrativa contemporanea italiana: in Germania, in Olanda, in Cecoslovacchia e in Cina.

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MERIDIONAL BOOKCROSSING

Libera circolazioni di libri, libera circolazione di idee. Bookcrossing come esercizio di libertà. Da queste semplici premesse nasce libri21Meridional Bookcrossing, passaggio di libri, di mano in mano, lungo le dissestate strade dell’Italia meridionale.

Un gioco delirante, un’ambiziosa scommessa, un onirico viaggio negli infiniti mondi del verosimile, alla scoperta degli scrittori, noti e meno noti, del nostro Sud: una follia realizzabile solo con la vostra collaborazione.

E attraverso i vostri commenti, recensioni, suggerimenti e critiche seguiremo non solo le strade percorse dai libri, ma anche le variegate sfaccettature dell’ immaginario collettivo di una Italia, quella meridionale, ancora troppo poco conosciuta.

Opere e lettori posti a diretto confronto in un dialogo continuo privo di censure. Lettori e opere uniti da un divertito e divertente esercizio di critica.

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Italian People

Italian People, inserito originariamente da Jarek Jarosz.

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NON SI SGOMBERA

NON SI SGOMBERA., inserito originariamente da PAJEWSKA.

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